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L’ONU inserisce sostenibilità e impatto ambientale tra i parametri del PIL.

ARTICOLO DI SCENARIO - Fonte: ONU

Dare il via a una nuova concezione di ricchezza globale in cui il benessere non sia più misurato unicamente servendosi dei paramenti del Prodotto Interno Lordo, ma allargando la rilevazione anche ai temi ambientali, affinché la sostenibilità diventi un punto strategico nelle scelte politiche dei governi.

È questo l’obiettivo dell’ONU che, a cinquant’anni dal celebre discorso di Robert F. Kennedy sul PIL – “Non possiamo misurare i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo… il Pil comprende anche l’inquinamento dell’aria…” – ha adottato il sistema di contabilità economico-ambientale SEEA EA (System of Environmental-Economic Accounting – Ecosystem Accounting).

Si tratta di un nuovo indicatore che includerà i dati ambientali accanto a quelli economici, la sostenibilità accanto alla produzione.

Della necessità di un “nuovo PIL” si discute già da moltissimi anni tra addetti ai lavori. Attraverso questa scelta le Nazioni Uniti sottolineano l’importanza di avere “un impatto significativo sugli sforzi per affrontare le emergenze ambientali come il cambiamento climatico e il declino della biodiversità”. Il sistema di rivelazione SEEA EA, infatti, va oltre la statistica comunemente utilizzata del PIL e garantisce che il capitale naturale come foreste, oceani e altri ecosistemi, sia preso in considerazione nei rapporti economici dei Paesi.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che “Se vogliono avere la possibilità di un futuro sostenibile, le nazioni devono iniziare a soppesare il costo del profitto economico rispetto ai danni all’ambiente” e ha inoltre sottolineato che “L’economia globale è aumentata di quasi 5 volte negli ultimi 50 anni, ma la crescita ha avuto un costo enorme per l’ambiente. Le risorse della natura non figurano ancora nei calcoli della ricchezza dei Paesi. Il sistema attuale è orientato alla distruzione, non alla conservazione…. Dobbiamo riflettere il vero valore della natura in tutte le nostre politiche, piani e sistemi economici. Così facendo, gli investimenti possono essere diretti verso azioni che proteggono e ripristinano la natura. Le ricompense saranno immense”.

Inoltre, il segretario dell’ONU, ha posto l’accento sull’eliminazione del carbone se si vuole raggiungere l’obiettivo di abbassare di 1,5 gradi la temperatura media globale nel 2030, agendo prioritariamente in tre aree: annullare tutti i progetti in cantiere che riguardano l’utilizzo del carbone; porre fine ai finanziamenti internazionali per il carbone e sostenere i Paesi in via di sviluppo che si stanno convertendo alle energie rinnovabili. Infine ha lanciato un appello affinché banche, investitori e fondi pensione spostino i loro investimenti nella nuova economia delle energie rinnovabili.

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